Matthew Dear:

From USA with love
21 April 2015

Matthew Dear: From USA with love

Matthew Dear è un producer di musica elettronica di livello internazionale, un talento emerso con il nuovo millennio dalla scena indie statunitense e passato in pochi anni da set improvvisati per i compagni di college a incredibili show case sold out nelle discoteche più famose del pianeta, come ad esempio il Fabric di Londra. Originario del Texas, da teenager Dear si trasferisce in Michigan, vicino a Detroit, e nella città dei motori rimane folgorato da una scena musicale techno tra le più importanti e interessanti al mondo.
L’incontro con un altro piccolo genio elettronico, Sam Valenti IV, è fondamentale al giovane per iniziare la carriera col piede giusto. Dopo essersi conosciuti a una festa, le buone vibrazioni portano i due a fondare la Ghostly International, un’etichetta che nel giro di poco tempo diventa brillantissima e all’avanguardia anche nel design, nel packaging e nell’utilizzo delle tecnologie (fu una delle prime, tra l’altro, a pubblicare album completamente digitali e compilation su supporti USB). Il primo lavoro di Dear arriva nel 1999 ed è un singolo entrato nel mito perché coincide con il lato A del primo 12” della label: stiamo parlando di “Hands Up For Detroit“, traccia coprodotta insieme al maestro dell’underground Disco D (sotto il moniker Daisha). Le uscite successive, come “Stealing Moves” vengono lanciate col marchio Spectral Sound, una sussidiaria della Ghostly specializzata in musica da dancefloor. Attivissimo, Dear è un infaticabile lavoratore della produzione e negli anni successivi sforna brani, remix, EP e album a getto continuo utilizzando il proprio nome di battesimo più diversi altri moniker: da False (M_nus) ad Audion (Spectral Sound) a Jabberjaw (Perlon).
L’idea di utilizzare Audion come alias viene a Dear dopo un sogno particolarmente ispirato, al punto che – come racconta lo stesso Dear – inizia a comporre le track basandosi sui frammenti e sui flash onirici ancora freschi nei suoi ricordi.
Il primo album col nome Dear, “Leave Luck To Heaven“, viene pubblicato nel 2003 ed è subito incensato dalla critica (daRolling Stone aEntertainment Weekly) per la sua inedita fusione di electropop e minimal techno. Il singolo “Dog Days“, inoltre, diventa uno dei bestseller assoluti della label e uno dei brani preferiti per il remix da DJ di mezzo mondo, Richie Hawtin in testa. E l’anno seguente arriva un altro album, “Backstroke“, che attira ancora di più l’attenzione del mercato mainstream, al pari di altre sue produzioni, una sequenza di successi che fanno entrare di diritto Dear nel gotha del DJing mondiale. L’ultima fatica del superstar DJ arriva nel 2007 con l’album “Asa Breed“, al quale segue un tour attraverso Europa e Stati Uniti durante il quale Dear si fa accompagnare da una live band.